Homebackgroundbiografia

Costumista e stilista, nata il 23 aprile del 1970 a Napoli, dove vive e lavora.
Diplomata all'Istituto d'Arte in Moda e Costume nel 1989 e all'Accademia di Belle Arti in Pittura nel 1993, comincia subito dopo un percorso in teatro come assistente costumista con R. Carpentieri.
Fondatrice nel 1997, insieme a S. Longobardi ed E. Valenti, della compagnia teatrale "Babbaluck"(www.babbaluck.org), che convoglia al suo interno musicisti, attori, artisti visivi, danzatori, e realizza diversi spettacoli e affermandosi nel tempo in Italia e in Europa come realtà viva e avanguardista del nuovo teatro contemporaneo. Collabora in teatro come costumista con D. Iodice, S. Longobardi, A.Cirillo, M. Martone, M. Nappo, M. Lanzetta, A. Calone, A. Zeldin, E.Valenti.
Al cinema collabora nella realizzazione di cortometraggi con P. Sorrentino, P. Corsicato, A. Ferrara, L. Barbieri. Lavora come assistente ai costumi ad alcune fiction alla RAI di Napoli. Insegna, in qualità di supplente, "laboratorio di moda e costume"e "disegno e storia della moda e del costume" in alcuni istituti statali superiori. Come formatrice nel 2004 collabora al corso di sartoria per le detenute del carcere minorile di Nisida. Nel 2008 tiene un corso di costume teatrale all'interno del progetto di formazione"Spazio altro; il teatro…le illusioni" rivolto agli studenti dell'I.P.I.A. Caselli. Nel 2009 ha tenuto un corso di costume all'interno del progetto " La scena delle donne", rivolto alle donne di Forcella: il progetto ha coinvolto oltre cento donne, dai 9 ai 73 anni,con l'intento di indagare l'universo femminile attraverso le arti sceniche, il racconto e l'autobiografia. L'intenzione del corso dedicato al linguaggio del costume, inteso come strumento teatrale che esprime ed esplora la possibilità di raccontare attraverso l'abito una storia, una condizione esistenziale, un contesto sociale, è di creare all'interno del progetto "la scena delle donne" uno spazio nuovo e diretto a chi vuole esprimere attraverso l'invenzione di un abito il proprio mondo, la propria identità ,dando spazio alla fantasia,ai sentimenti ,ai desideri,ai sogni, liberandosi da forme già conosciute e da stereotipi radicati attraverso l'esplorazione di immaginari interiori e il riconoscersi in un immagine "altra". Quest'esperienza è testimoniata in un libro che documenta l'intero progetto.
Come stilista porta avanti dal 2000 un progetto indipendente di "antimoda" denominato CAPI UNICI (www.capiunici.com) : Capi Unici è un progetto cresciuto negli anni, nato dalla volontà di convogliare in unica forma esperienze e suggestioni legate al teatro, alla moda, alla pittura. Il risultato è la realizzazione di vestiti concepiti come unico esemplare attraverso l'attenzione ai dettagli, la combinazione dei materiali e delle stoffe, degli interventi pittorici e dei tagli. L'operazione simultanea di combinare i vari elementi e il "fare" artigianale, somiglia all'azione di un'artista che realizza un dipinto o una scultura. In questo caso il rapporto tra la materia ,il colore e la forma prende corpo attraverso l'idea di realizzare un vestito da indossare nella vita, da donne che ricercano nell'atto del vestirsi un modo per esprimere la propria identità.
Nel 2000 presenta la "collezione" DRESS-PORTRAIT in forma di evento, alla galleria T293 di Napoli; in quest'occasione esplora a fondo la possibilità di confezionare un vestito e di definirlo un ritratto…attraverso la lavorazione avviene lentamente la definizione dell'immagine nascosta della persona prescelta…quando viene indossato accade la simbiosi: il vestito svela l'unicità della persona per la quale è stato creato,che indossandolo compie un atto di riempimento, crea un'opera compiuta. Nel 2004 realizza un'evento-performance in collaborazione della scuola di 4° pittura con l'Accademia di Belle Arti di Napoli e con l'associazione culturale ESC. Nel 2008 presenta la collezione CHIAROSCURO, in collaborazione con il TRIP e il Lanificio 25, attraverso una performance in cui alcune donne,muovendosi nello spazio e nel tempo, creano un incontro di diversità, "variazioni su tema", indossando abiti ispirati alla pittura astratto-concreta e alla moda degli anni '50: tinture pittoriche e gonne a ruota, colori primari e secondari in contrasto, variazioni di scollature e contrappunti di nero.

Vai all'inizio della pagina